lunedì 27 novembre 2017

Dove? Come? Quando? Perché?

Quando c'è di mezzo Dan Brown si va sempre sul sicuro.
Almeno, per quel che mi riguarda.

Sto parlando del nuovo libro di quel genio d'uomo, "Origin", che ho preso il giorno stesso in cui è uscito facendo piangere disperato il mio portafogli che mi dava della disgraziata.
Ma la cosa positiva è che ne è valsa la pena!

La molla che fa scattare il degenero nella vita del bun professor Langdon (che ormai conoscerete tutti) è Edmund Kirsch, un famoso ateissimo futurista noto al mondo per le sue scoperte geniali e le sue teorie anti-religiose, nonché ex studente di quel fantastico uomo che è Langdon.
Kirsch, infatti, invita Robert al Guggenheim di Bilbao per assistere al mirabolante evento da lui organizzato: presenterà a tutti in streaming mondiale una teoria da lui elaborata e verificata che sarà in grado di rivoluzionare i dogmi religiosi sui quali si basano le origini della vita.
"Da dove veniamo?" e "Dove andiamo?" sono il perno della faccenda.
Purtroppo, però, la serata non va come dovrebbe. Kirsch viene ucciso in diretta ancora prima di riuscire a svelare al mondo intero la sua scoperta.
Langdon si ritroverà implicato in una corsa, non solo per salvarsi la pellaccia, ma anche per riuscire a portare a termine l'ultima volontà (poi capirete perché dico così) del suo caro amico, per far aprire gli occhi all'umanità intera. Per farci guardare tutti un po' più in là.
Ma non sarà da solo in questa ennesima avventura! Con lui anche Ambra Vidal, direttrice del museo, che aveva collaborato con Kirsch per poter organizzare lì l'evento, e Winston.
Chi è Winston!? Il frutto della genialità del futurologo!
I due (due e mezzo, diciamo), correndo qua e là per la Spagna, andranno incontro a misteri mai risolti, fanatismi, dogmi inattaccabili pur di scoprire che cosa tutto il mondo doveva sapere quella sera. Un qualcosa di davvero sconvolgente.

Ma che volete che vi dica! Dan Brown è Dan Brown! E' sempre più geniale. Mai scontato.
L'aver creato un personaggio come il Professor Langdon l'ha reso sempre più "appetibile" agli occhi di qualsiasi lettore. Perché, dai, non ci credo che nel mondo esista qualcuno che odia Langdon!
Un uomo colto, ma senza presunzione. Intelligente, scaltro, impavido, altruista, con l'immensa capacità di adattamento in ogni luogo e situazione.
Già il fatto che sia un simbolista religioso ti porta ad incuriosirti!
I libri che mescolano, spesso facendole scontrare, scienza e religione affascinano sempre. E anche stavolta Dan non mi ha delusa!
Un libro, oltre che ricco di suspance, anche decisamente interessante. Si scoprono cose che non siamo mai riusciti a vedere veramente, pur essendo sempre sotto i nostri occhi.
Conosciamo dettagli di luoghi in cui magari siamo stati, ma che non siamo riusciti a cogliere per colpa del nostro occhio distratto. Ci poniamo interrogativi lì dove abbiamo già risposte.
E poi la Spagna! Io adoro la Spagna! E quindi è stata un'avventura ancora più emozionante!
E poi, spesso abbiamo così paura dell'ignoto da rifiutarlo a prescindere. Ma se non fosse così brutto?

Dan, a quando il prossimo libro?!
Signori registi, a quando il film?!
Voi lo avevate mai notato che nel simbolo della "Fedex" si nasconde una freccia?!


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giovedì 9 novembre 2017

Le famiglie (e le confraternite!) del Mulino Bianco non esistono!

Ultimamente i libri che decido di leggere partono a rilento.
Ovvero, le prime pagine mi annoiano a morte e poi boooom! Arrivo in fondo e OMMIOOOOHHHDDDDDIIOOOOHHHHHH!

E quando si tratta di un giallo l'OMMIODDIOH ha la "h" finale ancora più accentuata!

Il libro che vi racconto oggi è "Era una famiglia tranquilla" di Jenny Blackhurst, che acquistai quest'estate quando la Newton Compton Editori tirò fuori la promozione "3 libri a 9.90€", che figurati se la ignoravo. Grazie Newt!

La protagonista di questa ingarbugliatissima storia è Susan, una giovane donna che si trova costretta a costruirsi una nuova vita ed una nuova identità dopo aver scontato tre anni in carcere per aver compiuto il più orribile dei reati: aver ucciso suo figlio Dylan di appena dodici settimane.
Una volta uscita dal carcere, senza più un marito al suo fianco, Susan si ritrova in una casa da sola, senza gli amici di un tempo e senza l'appoggio del padre, col quale ha smesso di parlare da ormai moltissimo tempo.
L'unica spalla è Cassie, la sua vecchia compagna di cella. Le due si sostengono a vicenda provando a rientrare a far parte del mondo.
Ma un giorno la monotonia della vita di Susan cambia: qualcuno le fa recapitare una foto di un bambino di circa quattro anni che assomiglia proprio al suo piccolo Dylan.
Ma com'è possibile se l'ha ucciso?
I dubbi e i punti interrogativi nella mente della donna erano già tanti, a partire dal fatto che lei non ricorda niente di quel giorno terribile in cui ha messo fine alla vita di un esserino indifeso.
E' uno scherzo? Una vendetta? Una velata minaccia?
La foto accende in lei un barlume di speranza, anche se pienamente consapevole di non poter essere creduta da nessuno.
Così con l'aiuto dalla sua Cassie e di un brillante giornalista conosciuto da poco di nome Nick, decide di indagare di più su questa storia.
Prima persona da tenere d'occhio è Mark, il suo ex marito. Mark darà modo a Susan di dubitare di lui, di ciò che erano un tempo ma, soprattutto, di ciò che lui era un tempo.

Parallela anche un'altra storia, ambientata anni fa. Una storia di soldi, amicizie malate e morbose, violenze fisiche e psicologiche. Una storia che si intreccerà alla vita di Susan mettendola costantemente in pericolo.


Pazzesco! Davvero un libro pazzesco! E' una storia che ti prende, ti fa rimanere incollato alle pagine finché gli occhi non ti si incrociano!
La suspense è palpabile, gli "ommioddioH" costanti, i colpi di scena si susseguono pagina dopo pagina trasportandoti lì con Susan e Nick, provando rabbia e stupore con loro, ansia e paura.
Mi è piaciuto molto come i flashback del passato si inseriscano così bene in mezzo alla storia, senza stravolgerla.

C'è da dire che dopo aver letto questo libro la mia teoria riguardo l'utopia delle famiglie perfette trova conferma!
Io alle famiglie del Mulino Bianco tutte perfette non ci ho mai creduto!
Mi sa nemmeno la Blackhurst!

Ps: lassù in alto a sinistra trovate il bottoncino per catapultarvi nel profilo Instagram!

martedì 10 ottobre 2017

LIEBSTER AWARD - APPLAUSI APPLAUSI!



Stavolta un post un pochetto diverso dal solito.
La bella signorina Buona Lettura (cliccate e fate un salto nel suo blog!) mi ha nominata per partecipare al "Liebster Award".
Ovviamente la accontento ed eccomi qua!
Risultati immagini per divisori per blog semplici

Regole di tutta questa faccenda:
1. Ringraziare chi ti ha premiato
2. Scrivere qualche riga (max 300 parole) per promuovere un blog interessante che seguite
3. Rispondere alle 11 domande poste dal blog o dai blogger che ti hanno nominato
4. Scrivere a piacere 11 cose di te
5. Premiare a tua volta 11 blog
6. Formulare 11 domande per i blog che si nomineranno
7. Informare i blogger del premio assegnato

1. Un abbraccio e due baci con schiocco sulle guance a Buona Lettura che, nonostante la mia costante latitanza da questa piattaforma, ha deciso comunque di nominarmi. Grazie davvero! Tanto love for u.

2. Uno dei miei blog preferiti è sicuramente quello di Evey. Non solo perché i suoi post sono sempre interessanti e divertenti, ma perché mi ritrovo molto in lei. Date un'occhiata e non ve ne pentirete. Ciao bellezzaaaaaaaa!

3. Questa mi fa paura! Devo rispondere ad 11 domande!
NUMBER ONE: Qual è il tuo colore preferito?
Sicuramente il nero. Subito dopo il grigio.
NUMBER TWO: Se potessi essere un animale quale saresti?
Un panda. O un koala. Ma anche una foca. Basta che la mia vita comporti solo il nutrirmi fino a scoppiare e il dormire.
NUMBER THREE: In che epoca storica vorresti vivere?
Durante il regno dei Tudor, ma solo perché ho visto qualche episodio della serie ed ho un debole per il signor Jonathan Ryhys-Meyers. In realtà Enrico VIII era abbastanza orrendo!
NUMBER FOUR: Libro in lingua o tradotto?
Tradotto. Sono una sfaticata!
NUMBER FIVE: Qual è la tua festa preferita?
Natale. Non ho mai avuto lo spirito natalizio addosso, ma adoro le lucine colorate in giro. E tutti i pranzi/cene del caso, ovvio!
NUMBER SIX: Qual è il tuo sport preferito?
Sono anti sport. Mi piace guardare qualche partita col mio ragazzo (ciao Ste!) e il pattinaggio sul ghiaccio.
NUMBER SEVEN: Qual è il tuo personaggio famoso (reale o inventato/odierno o passato) preferito?
Te ne dico due! Personaggio inventato, James Carstairs di "Shadowhunters Le Origini". Reale, Leonardo Di Caprio perché ho una storia platonica con lui da quando ho 7 anni. Lui però non lo sa.
NUMBER EIGHT: Qual è/qual è stata la tua materia scolastica preferita?
Ai tempi, filosofia ed italiano.
NUMBER NINE: Tre aggettivi "positivi" e tre aggettivi "negativi" con cui ti descriveresti?
Empatica, sarcastica, comprensiva - timida, diffidente, paranoica
NUMBER TEN: Credi nell'oroscopo?
Nemmeno lo leggo! 
NUMBER ELEVEN: Perché hai aperto un blog?
Apro e chiudo blog da circa 12 anni. Ormai fanno parte di me! E poi mi piace scrivere!

4. 11 cose su di me? ODDIOH!
PRIMA: Ho più fobie che capelli in testa! Cavallette, grilli, clown, spazi chiusi, spazi alti, galline, piccioni, grate e tombini, bambole di porcellana, marionette, burattini.
SECONDA: Non mi faccio tagliare i capelli da un parrucchiere da circa 7 anni.
TERZA: Convivo perennemente con l'ansia, che mi limita in tante cose. Ma ormai abbiamo imparato ad andare più o meno d'accordo.
QUARTA: Sono piadina-dipendente.
QUINTA: Adoro i programmi sui serial-killer.
SESTA: Amo i film di Tarantino.
SETTIMA: Se qualcuno mi sta sulle balle non riesco a fare buon viso a cattivo gioco.
OTTAVA: Preferisco il salato al dolce
NONA: Piango in ogni singola puntata di Grey's Anatomy, anche se sono puntate che ho già visto almeno 15 volte.
DECIMA: Sono innamorata del Trentino - Alto Adige.
UNDICESIMA: Amo leggere da quando ho circa 5 anni.

5. Ragazzi, undici blog sono troppi per le mie meningi! Io vi nomino tutti! Se decidete di cimentarvi in tutto questo, date la colpa a me! Dite che vi ho nominato io! E scrivetemi nei commenti se lo farete, così vengo a leggervi!

6. Mo son caaaaaaazzi vostri!
E UN: Qual è il primissimo libro che avete letto?
E DU': C'è un personaggio di un libro che sposereste anche domani?
E TRE': Quale libro non siete mai riusciti a finire perché proprio no?
E QUAT: Siete costretti ad usare la vostra libreria come legna per il camino. Potete salvare solo 4 libri. Quali scegliereste?
E CINQ: Qual è la vostra saga preferita?
E SE': Potete diventare protagonista del vostro libro preferito. Chi sareste?
E SET: Dimmi una citazione sottolineata nel primo libro che ti viene in mente.
E OT: Hai un autore preferito?
E NO': Il personaggio che più detesti chi è?
E DIE': Qual è il libro che ti ho fatto versare fiumi di lacrime?
E UND: Ti piacciono i fumetti?

7. Io ve l'ho detto nel punto 5! Fatelo tutti, oh voi che passate di qua, e avvisatemi con un commento.

martedì 3 ottobre 2017

Una sorta di "Carpe Diem" (?)

"Adesso" è il terzo libro di Chiara Gamberale che ho letto.
I primi due mi avevano piacevolmente colpita. Forse perché mi ritrovavo molto in alcune delle caratteristiche dei suoi personaggi.
Ma questo proprio nooouuu!
Mi viene anche difficile raccontarvelo!
Proverò a fare del mio meglio!

Tutto ruota sostanzialmente intorno alla storia d'amore fra Lidia e Pietro.
Entrambi quarantenni; lei conduttrice di un programma televisivo che ha raggiunto un discreto successo nella sua città, lui un preside di un liceo con la passione per l'archeologia.

La cosa che hanno in comune è, in poche parole, la sfiga in amore.

Lei non riesce a staccarsi dal suo ex marito, Lorenzo. Nel loro nuovo rapporto da pseudo amici, lei ricerca continuamente sicurezze, comprensione, risposte alle mille domande -spesso anche assurde- che il suo cervello partorisce riguardo possibili nuove relazioni.
Lui, con una figlia, piantato in asso dalla moglie in crisi mistica che se ne va in un convento, incapace di affrontare i demoni di un passato piuttosto infausto e di lasciarsi andare cullato dalle emozioni.

I destini dei due si incontrano. Una passione li travolge.
Quella che era solo attrazione fisica sfocia, poi, in qualcosa di più autentico.
Ma con due elementi così, chissà se avrà o no un lieto fine.


“È che ci sono sette miliardi di persone, al mondo. Ma fondamentalmente si dividono in due categorie. Ci sono quelle che amiamo. E poi ci sono tutte le altre.” 


Io mi ci sono persa dentro. Anzi, aiutatemi a ritrovare la via di casa!
Ok, stiamo mettendo a confronto due persone così diverse ma con problemi più o meno simili.
Ok, li facciamo incontrare, li facciamo innamorare, ci spolveriamo qualche dramma e crisi esistenziale ma poi?
Facciamola evolvere come Cristo comanda questa relazione! Perché ci devono essere storie parallele che, alla fine, non lasciano nulla, se non con il quesito "ma allora bisogna coglierlo il momento, l'Adesso, o è meglio andarci piano"!?
Mi piace l'idea che, in certi punti, si venga travolti dai pensieri di Lidia proprio come se fossimo nel suo cervello, passando da una cosa all'altra, ma piano! Un po' meno! Mi distraevo un sacco, perdevo il filo, dovevo tornare indietro per cercare di capire come c'era arrivata a quel determinato sfogo.
Mi sarebbe piaciuto leggere di una rinascita, sia di Lidia che di Pietro.
Ma c'è stata? Sembrerebbe di sì. Ma io ne voglio la certezza! E non l'ho avuta.

Gamberale, non odiarmi, ma questo no. Purtroppo no.
Voi l'avete letto? Vi è piaciuto?
O sono io che ho il prosciutto sugli occhi?
Ecco, ora che ho detto "prosciutto" ho fame! Mannaggia!

martedì 12 settembre 2017

Il male può spezzare una vita, ma mai un'amicizia.

Erano anni che avevo "Le ragazze di Kabul" di Roberta Gately lì, in attesa di essere letto.
Me lo regalò mia mamma circa 6 anni fa. Non mi ispirava granché e perciò l'ho sempre lasciato buono buono.
Finalmente mi sono decisa di leggerlo ed è stata una piacevole sorpresa.

È la storia di un'amicizia. Grande. Vera. Pura.
Due donne facenti parte di due mondi così diversi, ma fra loro così simili.

Elsa è una giovane donna di Boston da sempre incline al prendersi cura degli altri. Fin da bambina coltiva l'amore per la medicina, diventando così una preparatissima infermiera.
L'occasione della vita le si presenta quando le viene proposto un lavoro in Afghanistan. Le paure sono tante. I talebani minacciano il Paese con sempre più violenza. Elsa non si tira indietro, volenterosa di poter dare una mano ai più bisognosi, e decide di partire.
Una volta arrivata lá si rende conto della miseria che regna sovrana: bambini denutriti, malattie debellate da anni che riaffiorano, condizioni igieniche precarie, sangue, morte.
Troverà gioia e conforto in Parween, una giovane donna afghana da sempre un po' ribelle alle legge imposte dal suo Paese natìo.
Nonostante la sua incredibile forza d'animo, Parween ne ha passate tante nonostante la sua giovane età: ha dovuto sopportare la morte del suo amatissimo marito, per mano dei talebani; la morte di un figlio appena nato; la morte della sua migliore amica, che per lei era come una sorella.
Elsa e Parween coltiveranno un'amicizia con la A maiuscola in uno scenario di morte, paura e miseria. Un'amicizia che va oltre tutto, anche oltre alla morte.

È un libro a dir poco commovente. Uno specchio su un Paese di cui si parla poco, se non per causa di guerre. Dove emergono usi, costumi e abitudini a noi estranee.
Dove ci viene ricordato che spesso puntiamo il dito troppo facilmente senza pensare che anche lì ci sono persone con un cuore ed un animo buono.

Un libro che vi stra consiglio per aprire un po' di più gli occhi,
E il cuore.

giovedì 7 settembre 2017

➤ Blackout - Simone Vinciguerra

Sono finalmente riuscita a finire questo libro! E, attenzione, non dico "finalmente" perché era una palla di cannone, ma perché ho avuto un attimo di tempo per potermici perdere di nuovo dentro.
E menomale!

SINOSSI:
Come reagireste se, d’un tratto, la vostra vita venisse sconvolta dalla guerra e vi ritrovaste intrappolati in terra nemica, costretti a combattere contro la vostra stessa nazione pur di sopravvivere?Questo è ciò che succede a Niat subito dopo aver raggiunto Hiberna, terra da sempre nemica della sua nazione: Nashé. Poco dopo il suo arrivo, un susseguirsi di esplosioni lo trasportano nel caos: non sa bene cosa succeda, vede solo morte e distruzione attorno a sé.Gli bastano poche ore per scoprire che ciò a cui ha assistito è stato un attacco terroristico da parte della sua nazione. Ma qual è il motivo? E come avranno fatto ad attuarlo se da secoli, dopo la quarta guerra mondiale, vige un trattato di pace che vieta il possesso di qualsiasi armamento militare?Non c’è il tempo di porsi queste domande, il governo di Hiberna dichiara immediatamente guerra a Nashé, ordinando il massacro e la persecuzione di tutti i nashiiti presenti sul territorio. Inoltre, dopo le esplosioni, Hiberna è in stallo: un blackout totale impedisce telecomunicazioni e spostamenti.Niat è in trappola. Non può tornare a casa e anche se potesse verrebbe riconosciuto subito come nashiita e fucilato senza esitazione. Con i mezzi di trasporto bloccati, e una condanna a morte che pende sulla sua testa, capisce che l’unico modo per sopravvivere è infiltrarsi tra i militari di Hiberna, gli unici in grado di riportarlo a casa.

Io gente non c'ho parole.
Geniale.
A dir poco geniale!
Leggendo la trama ero rimasta un po' "mh" perché come genere non mi ha mai preso molto. Però non sono una di quelle che giudica un libro dalla copertina, e sono aperta a tutto.
Una piacevolissima sorpresa.
La storia ti cattura, ti tiene incollata al libro. Il mondo, futuro, di fantasia che Simone descrive non è mai banale nè assurdo o scontato. Ha pensato dei dettagli pazzeschi! Già solo i nomi usati meritano un applauso! Adoro il nome Niat!
Un'alternanza di flashback, sogni, ricordi, colpi di scena, presente, passato mai noiosi o alla "ma che cazzo c'entra!?". Tutto combacia alla perfezione come un puzzle.
E poi l'ansia! Vi giuro che mi sono mozzata le unghie leggendo quel libro! Riuscivo ad immedesimarmi perfettamente in ogni situazione descritta, in ogni battaglia, in ogni perdita.
Ho avuto paura con Niat e Sion, sono rimasta scioccata, ho corso per ore con loro (almeno nel mio cervello!), mi sono sentita persa e ho combattuto al loro fianco.
Tutto ciò mi ha ricordato un po' "Hunger Games", e chi mi conosce sa bene quanto mi sia piaciuto.
Che dire, se cercate un libro ricco di suspance e azione ve lo consiglio caldamente.
Ma ve lo consiglio in qualsiasi caso!
Non partite prevenuti perché è scritto da uno youtuber! Qua c'è veramente del talento!

Se cliccate qua potrete dare un'occhiatina su Amazon e trovare tutte le informazioni sul libro.
Invece qua il canale Youtube di Simone.

Che dire, ringrazio nuovamente quel folle di Simone per avermi dato la possibilità di leggere il suo libro e di potervelo far conoscere. 
Sono sicura che avrai un futuro sorprendente! E, cavoli, aspetto il seguito!
In bocca al lupo!

giovedì 10 agosto 2017

Scoprirsi, cullati dal buio

Ho sempre rimandato la lettura di "Le nostre anime di notte" di Kent Haruf perché prima volevo leggermi la "Trilogia della pianura". Ma una sera ero in giro in centro con il mio ragazzo, sono entrata in libreria e lui era lì che mi guardava. Ho provato a resistergli, giuro! Ma ha vinto lui, per fortuna!

La storia è di una dolcezza disarmante! Davvero, da struggersi come ghiacciolini al sole!

I protagonisti sono due settantenni, Addie e Louis, vicini di casa da sempre ed entrambi vedovi da alcuni anni.
Un giorno Addie fa una proposta a Louis: andare a dormire da lei, la sera, per farsi compagnia. La donna passa le notti insonni, sola in quella casa, e vorrebbe con sé Louis. I due non si conoscono molto bene, nonostante Addie fosse stata amica di Diane, la moglie di Louis.
Inizialmente Louis tentenna. Sa che in città, ad Holt, ci sono un sacco di pettegoli che non li vedrebbero sicuramente di buon occhio a fare certe cose alla loro età.
Ma poi accetta.

I due trascorrono le notti l'uno accanto all'altra parlando. Raccontandosi.
Si raccontano i vecchi fantasmi del passato, i momenti difficili, quelli belli, storie di vita coniugale, dolori, rimpianti.
Sempre tenendosi la mano durante la notte. Sempre tenendosi stretti. Senza ambiguità e senza malizie.

Le loro notti trascorrono serene in solitudine fin quando non arriva Jamie, il nipotino di Addie. Gene infatti, suo figlio, ha problemi con la moglie e preferirebbe che il piccolo stesse un po' dalla nonna per non dover sopportare oltre liti e urli. La donna accetta più che volentieri.

L'arrivo del nipote è una boccata d'aria fresca per entrambi: Louis gli insegna a giocare a softball, lo porta con sé a sbrigare lavoretti nel campo, lo consola quando di notte scoppia a piangere dopo un brutto sogno e gli prende addirittura un cane. Anche Addie si bea della presenza del nipote, preparandogli delle super merende e viziandolo come qualcuno si sta dimenticando di fare.

Sarà Gene a rovinare tutto, a rovinare quel legame così unico che i due erano riusciti a crearsi.



"Be', adesso sei qui.
Adesso è qui che voglio stare"

E' senza dubbio una storia un po' diversa dal solito. Un amore che va al di là del sesso, dell'amore fisico. Un legame speciale sulle fondamenta della saggezza dell'anzianità.
I due hanno, si può dire, una seconda giovinezza. Tornano entrambi a sentirsi vivi come non capitava da tempo, noncuranti dell'età ma, soprattutto, del parere degli altri.
Davvero uno dei libri più belli letti ultimamente.